IL CELEBRE ‘‘BESTIARIO’’ DI FRASCAROLO & C.


Nel lavoro di un esperto di gioielli è difficile trovare un portagioie di una signora che non comprenda almeno una spilla, un bracciale o anche un anello a soggetto animale, variando dai preziosissimi felini di Cartier ad anonimi ma divertenti cagnolini, pesci e uccellini. La riproduzione e interpretazione di forme animali è infatti da sempre presente nella storia del gioiello, a partire dalle riproduzioni naturalistiche di insetti e serpenti del XIX secolo alle libellule, cigni, pavoni e anche pipistrelli che popolano i gioielli Art Nouveau. Accantonati temporaneamente nel periodo decò, dove dominano astrazione e geometrismo, i gioielli animalier tornano in auge dalla metà degli anni Trenta per esser riproposti nelle forme e nei soggetti più svariati fino ai giorni nostri.

Nel panorama italiano di produttori di gioielli su questo tema, si impone l'azienda valenzana Frascarolo & C., divenuta marchio internazionale grazie alla collezione ‘Bestiario’ e ‘Bestiario feroce’ realizzata tra il 1966 e il 1971. Fondata nel 1949 da Rino Frascarolo (1928-1976) e Aldo Lenti (1910 -1982) con il marchio 347 AL, l'azienda si dedica dapprima a una produzione di gioielleria media, per poi specializzarsi in modellazioni di alta gioielleria in platino e pietre preziose che la porta a fornire alcune tra le più prestigiose gioiellerie italiane: Zendrini e Fasano a Torino, Missiaglia a Venezia, Verga, Cusi, Faraone e Pederzani a Milano, Settepassi a Firenze, Massoni e Masenza a Roma, Chantecler a Capri, Fecarotta a Catania. Con l’assunzione del disegnatore e scultore milanese Renzo Basini viene iniziata la produzione di particolari spille, bracciali e anelli realizzati a cera persa, in edizioni limitate, che raffigurano animali buffi e fantasiosi che ricordano i cartoni animati, con un decoro in smalti policromi che li rende particolarmente riconoscibili e accattivanti.

Un’altra serie di animali della savana, (tigri leoni, zebre, giraffe e avvoltoi ) dà vita poi al ‘Bestiario Feroce’. Tutta la produzione ha un incredibile successo di vendite e gli animali diventano decori per porta rossetti e porta cipria, manici per ombrello, porta pastiglie e porta orologi da borsetta dedicati alle signore e per polsini, accendini e portachiavi dedicati agli uomini. Dal 1967 le produzioni vengono garantite con l’introduzione di una piccola placca ovale con la dicitura ‘FC, MODELE DEPOSÉ, MADE IN ITALY, 347 AL, 750/18k.’ saldata all’ interno dei gioielli. Nel 1970 l'azienda apre un ufficio di rappresentanza a New York e il mercato americano, già amante del genere animalier prodotto da Cartier e da David Webb, assorbirà la maggior parte di questi gioielli scultorei, di grandi dimensioni e peso. La strategia commerciale ambiziosa di Rino Frascarolo dà così vita, per la prima volta in ambito italiano a una collezione riconoscibile di gioielli di altissima gamma, creando un marchio che avvicina il mondo dei preziosi a quello degli stilisti italiani che iniziavano ad esser ricercati in tutto il mondo. Questo tentativo isolato e memorabile risulta ancor più straordinario in una realtà come quella valenzana, dove abilissimi artigiani hanno da sempre creato capolavori per maisons internazionali, senza aver mai avuto la forza o la volontà di imporre un loro brand al mercato. La ditta Frascarolo & C cessa di esistere nel 1976, con la drammatica scomparsa di Rino, ma alcuni suoi modelli sono ancora oggi copiati e imitati. Nella prossima asta di gioielli del 15 marzo, Aste Bolaffi presenterà, insieme con creazioni di Cartier, Buccellati, Fred, Tiffany, Musy e altre importanti ateliers, un bracciale di Frascarolo, un orso in oro e smalti del ‘Bestiario Feroce’.

Di Maria Carla Manenti