IL PRIMO OROLOGIO INDOSSATO SULLA LUNA


Il 2019 ha segnato il cinquantesimo anniversario di uno degli eventi storici del ventesimo secolo, ovvero lo sbarco sulla Luna, avvenuto il 20 luglio del 1969 per merito della leggendaria missione spaziale americana Apollo XI.

In un contesto di così avanzata ricerca tecnologica, è sicuramente interessante soffermarsi su come uno strumento da sempre legato all’uso quotidiano ebbe anche in questo caso un ruolo cruciale: l’orologio. Risale al 1964 la prima richiesta della NASA di equipaggiare gli astronauti con un cronografo da polso, capace di garantire le precise misurazioni di tempo necessarie a calcolare diverse importanti variabili (tra cui il consumo di carburante a seconda della traiettoria di navigazione adottata). La richiesta fu rivolta a diverse manifatture, messe alla prova tramite test molto rigidi.

Gli orologi dovevano resistere a quindici sbalzi di temperatura in rapida successione da 93° a -18°, a sollecitazioni gravitazionali estreme, esposizione ad atmosfere corrosive con un tasso del 93% di umidità e del 100% di ossigeno, rumori fino a 130 decibel… Alla fine di questi estenuanti test, solo un orologio sopravvisse: l’Omega Speedmaster.

Il 21 luglio del 1969, alle ore 2:56 GMT, sei ore dopo l’allunaggio, Neil Armstrong fu il primo uomo a posare il proprio piede su un nuovo mondo, rendendo lo Speedmaster il primo orologio a essere indossato sulla Luna.
Nell’autunno dello stesso anno Omega, per celebrare questo storico traguardo, realizzò una serie limitata di soli 1.014 esemplari dell’iconica referenza Speedmaster 145.022-69, che per la prima volta venne realizzata in oro.

Di questi, i primi due pezzi vennero donati al Presidente americano Richard Nixon e al Vicepresidente Spiro Agnew, che per policy dovettero però rinunciare al dono e consegnarono i due orologi al Museo Omega. Altri 28 orologi vennero invece presentati ad astronauti e ad altri importanti membri del team NASA, durante una cena di Gala avvenuta a Houston il 25 novembre del 1969, ognuno dei quali ebbe inciso sul fondello il nome del rispettivo destinatario.

I restanti pezzi, personalizzati invece con la scritta The first watch worn on the Moon, vennero invece resi disponibili all’acquisto da parte del pubblico: uno di essi, il numero 826, avremo il privilegio di proporlo nella prossima asta di orologi del 21 ottobre 2019. (di Alessio Coccioli)

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